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Introduciamo ora un concetto molto importante in
fisica, di portata infinitamente maggiore di quella che può sembrare
da queste poche righe: il concetto di campo. A questo scopo prendiamo un grosso
magnete,
blocchiamolo su di un tavolo di legno ed allontaniamoci. La domanda
che sorge spontanea è: funziona? Se avviciniamo un pezzo di ferro
sentiamo la forza che lo attrae e quindi sappiamo che il magnete
funziona, ma se allontaniamo il ferro, il magnete continua a
funzionare oppure no?
In altre parole: se in tutto l’universo rimanesse
solo il sole, continuerebbe ad esistere la forza gravitazionale del
sole nell’universo? La risposta più ovvia ed anche più giusta è
sì.
Ma allora che senso ha parlare di forza magnetica se
il magnete non la esercita su nessuno? Molto poca. Sappiamo
infatti che ma se non ho nulla, come
faccio ad accelerarlo ...
I fisici hanno introdotto, anche per superare questo
apparente paradosso, il concetto di campo: il magnete produce
intorno a sè un campo (detto campo magnetico) anche se da
solo. Un qualsiasi oggetto inserito in questo campo sente una
forza:

dove g è una
costante, m1 ed m2 sono le
"masse magnetiche dei poli", r è la distanza tra i poli ed
è la direzione della forza.
Dato che il campo esiste sempre e non dipende da
moggetto che può cambiare, si definisce il campo
magnetico come:

Allo stesso modo introduciamo il concetto di
campo elettrico:
e di campo gravitazionale:
Per la proprietà di essere indipendenti dall’oggetto
di prova (il pezzo di ferro per il magnete, i pianeti per il sole e
così via) in fisica si usa parlare di campi elettrici magnetici o
gravitazionali piuttosto che delle rispettive forze.

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